Fotografo di Matrimonio in Toscana su Pellicola 35mm e Digitale

La Toscana è incredibilmente generosa con chi fa fotografie. Forse persino troppo.

Mettete due persone innamorate accanto a un cipresso al tramonto, aggiungete una villa in pietra sullo sfondo e sembra quasi che metà del lavoro sia già fatta. Per me, però, la vera sfida di un fotografo di matrimonio in Toscana non è rendere bella la Toscana. A quello ci pensa perfettamente da sola da qualche secolo. La sfida è creare fotografie che appartengano davvero alle persone che erano lì.

È anche per questo che il mio modo di fotografare i matrimoni nasce soprattutto dal reportage e dalla fotografia documentaria, piuttosto che dall’idea di trasformare l’intera giornata in un lungo servizio editoriale. Lavoro sia in digitale sia su pellicola, cercando di muovermi con discrezione e di osservare ciò che succede senza dover continuamente intervenire.

Naturalmente ci sono anche i ritratti, e quando serve posso dare qualche indicazione. Ma mi interessano molto di più una mano sotto il tavolo, qualcuno che ride durante un discorso, un genitore che osserva la scena da lontano, un vestito mosso dal vento o quei cinque minuti leggermente caotici in cui, teoricamente, tutti dovrebbero essere pronti.

Robert Bresson scriveva: «Rendere visibile ciò che, senza di te, forse non sarebbe mai stato visto». È una frase che descrive piuttosto bene il modo in cui penso alla fotografia documentaria.

Sposa durante i preparativi con le amiche in una casa toscana, fotografata su pellicola analogica.

Un approccio documentario al matrimonio in Toscana

“Spontaneo” è diventato uno di quei termini che si trovano ormai sul sito di quasi ogni fotografo di matrimonio. Un po’ come autentico, senza tempo e, inevitabilmente, dolce vita.

Lo uso anch’io, perché in parte descrive quello che faccio, ma per me fotografare in maniera documentaria significa qualcosa di più che aspettare semplicemente che nessuno guardi verso l’obiettivo.

Significa osservare le relazioni e imparare ad anticipare quello che potrebbe succedere. Durante i preparativi posso essere concentrato sulla sposa e, nello stesso momento, accorgermi del padre fermo silenziosamente sulla porta. Durante l’aperitivo la fotografia più interessante potrebbe non avere nulla a che fare con gli sposi, ma essere quella di tre amici che ridono alle loro spalle. Durante la cena preferisco osservare la stanza piuttosto che inventare qualcosa da fotografare.

È successo durante un matrimonio norvegese a Villa Catignano, vicino Siena, durante una festa di due giorni a Casa Cornacchi e durante un matrimonio intimo attraversando la Val d’Orcia. Cambiano il numero degli invitati, le lingue che sento attorno a me e il paesaggio, ma il lavoro di base rimane lo stesso: prestare attenzione.

Mi piacciono le fotografie in cui c’è movimento, piccoli gesti strani, persone che entrano ed escono dall’inquadratura e persino quelle imperfezioni che fanno sembrare una fotografia viva. Un’immagine tecnicamente perfetta può essere terribilmente noiosa. Una fotografia leggermente mossa perché qualcuno ha improvvisamente iniziato a ballare sopra una sedia può raccontare molto di più di quella serata.

La Toscana si presta particolarmente bene a questo tipo di fotografia perché un matrimonio raramente rimane confinato nello stesso ambiente per tutta la giornata. Si può passare da una stanza affrescata e piuttosto buia a una cerimonia in giardino, dal sole duro del pomeriggio a un aperitivo all’ombra, dalla cena sotto le lucine a una festa in cui il flash diretto diventa improvvisamente molto più interessante che fingere che sia ancora golden hour.

Anche il fotografo deve cambiare insieme alla giornata.

Musicisti dal vivo tra gli invitati durante una cena di matrimonio all’aperto in Toscana.

Fotografia di matrimonio su pellicola e digitale in Toscana

Fotografo i matrimoni sia in digitale sia su pellicola perché non credo che i due formati debbano necessariamente competere.

Il digitale mi dà velocità e libertà. Posso reagire immediatamente, affrontare condizioni di luce complicate, fotografare sequenze e seguire momenti imprevedibili senza pensare a quante pose rimangono sul rullino. In una giornata di matrimonio completa, questa flessibilità è fondamentale.

La pellicola cambia invece il mio ritmo.

Con il 35mm ogni fotografia ha un costo. Non solo economico, che sicuramente esiste, ma soprattutto in termini di attenzione. Un rullino ha 36 pose. Si diventa leggermente più pazienti, si aspetta mezzo secondo in più e si decide se una situazione merita davvero una fotografia invece di fotografare prima e scegliere dopo.

È proprio questa limitazione che mi piace della fotografia analogica di matrimonio. La pellicola ha una propria texture, un proprio colore e un rapporto particolare con la luce, ma non mi interessa utilizzarla semplicemente per dare alle fotografie un aspetto “vintage”. Preferisco che sia il mezzo stesso ad aggiungere qualcosa al ricordo.

La grana, il movimento, il flash, qualche lieve variazione cromatica o quella particolare morbidezza tipica della pellicola possono aggiungere al racconto una dimensione che è difficile ottenere semplicemente applicando un preset a un file digitale.

Durante un elopement in Val d’Orcia, per esempio, ho fotografato sia in digitale sia in 35mm spostandomi tra Pienza, Bagno Vignoni e Montepulciano. A un certo punto ho persino dato la mia Leica alla sposa, che a sua volta ama la fotografia analogica. Sono piccoli scambi che mi piacciono molto: la pellicola rallenta sufficientemente il ritmo da far diventare la macchina fotografica parte dell’esperienza, e non soltanto uno strumento che registra quello che accade.

A volte utilizzo maggiormente la pellicola nei momenti più tranquilli della giornata e poi, durante la festa, inizio a usarla in modo completamente diverso: flash diretto, persone che si muovono nell’inquadratura, bicchieri, mani, balli e volti che compaiono per una frazione di secondo.

Altri matrimoni richiedono esattamente il contrario. Il punto è proprio non avere una formula.

Quando una coppia sceglie un servizio misto, digitale e analogico dovrebbero comunque sembrare parti della stessa storia, non il lavoro di due fotografi diversi che per caso si sono presentati allo stesso matrimonio.

Sposo lanciato in aria dagli amici durante una festa di matrimonio all’aperto nella campagna toscana.

La Toscana è un paesaggio, ma un matrimonio parla di persone

Fotografare la Toscana come semplice paesaggio è molto facile.

La Val d’Orcia ha le sue colline, le strade sinuose e gli spazi aperti. Siena e la campagna circostante portano con sé pietra, mattoni e secoli di architettura. Il Chianti cambia ancora, con vigneti, boschi e ville nascoste dietro cancelli e viali alberati. Anche all’interno della stessa villa la qualità della luce può cambiare completamente passando da un lato dell’edificio all’altro.

Conoscere queste cose aiuta.

Aiuta anche sapere che la famosa luce morbida toscana non rimane educatamente morbida per dodici ore solo perché quel giorno qualcuno si sposa.

Una cerimonia alle quattro del pomeriggio a luglio può significare sole molto forte e ombre profonde. Le ville storiche possono avere interni sorprendentemente bui. Una cena può iniziare quando c’è ancora luce e terminare nel buio quasi completo.

Chi fotografa prevalentemente con luce naturale deve sapere quando accettare queste condizioni, quando spostarsi leggermente, quando utilizzare il flash e soprattutto quando non fare assolutamente nulla.

A Villa Catignano, per esempio, la giornata poteva passare dagli interni storici alla cerimonia in giardino, poi alla cena e infine a una festa decisamente più rumorosa. A Casa Cornacchi, invece, un matrimonio distribuito su due giorni aveva un ritmo completamente diverso.

La Toscana offre naturalmente luoghi straordinari, ma le fotografie diventano interessanti soprattutto per quello che le persone fanno dentro quei luoghi.

Per questo non voglio mai che il paesaggio diventi più importante delle persone.

Se la sposa sta ridendo con sua sorella mentre si prepara in una stanza buia, non interromperò quel momento perché due stanze più in là c’è una finestra più fotogenica. Se durante l’aperitivo una conversazione diventa improvvisamente interessante, preferisco fotografare quella piuttosto che trascinare tutti verso i cipressi semplicemente perché il tramonto è previsto alle 19:48.

Il paesaggio deve dare alla storia un senso del luogo.

Non deve prendere la storia in ostaggio.

Sposa con lungo velo in pizzo e bouquet alzato davanti alle colline della campagna toscana al tramonto.

Serve davvero scegliere sia pellicola che digitale?

Non necessariamente.

Amo la pellicola, ma scegliere di aggiungerla al servizio non dovrebbe diventare un altro obbligo matrimoniale insieme ai fiori, al tableau de mariage e al problema di ricordare quale zio non può essere seduto vicino a quale cugino.

Un matrimonio può essere raccontato perfettamente anche solo in digitale.

Per le coppie che amano davvero la fotografia analogica, però, aggiungere il 35mm cambia il carattere della galleria in un modo che trovo realmente interessante. Porta un linguaggio visivo differente nella stessa giornata, soprattutto per chi ama la grana, il movimento imperfetto, il flash diretto e fotografie che sembrano un po’ meno levigate e un po’ più fisiche.

Il modo migliore per decidere è guardare vere fotografie di matrimonio su pellicola, e non soltanto immagini con bordi di rullino pubblicate su Instagram.

Guardate come si comporta la pellicola durante i preparativi, la cerimonia, la cena e la festa. Guardate le tonalità della pelle, le situazioni di luce difficile, il movimento e le fotografie notturne. Soprattutto, cercate di capire se vi piacciono realmente quelle fotografie oppure se vi piace semplicemente l’idea di essere persone a cui piace la pellicola.

Questa piccola distinzione può far risparmiare a tutti parecchi soldi in Kodak.

Tavoli per il ricevimento di matrimonio all’aperto tra cipressi e edifici in pietra a Villa Catignano.

Come scegliere un fotografo di matrimonio in Toscana

Quando cercate un fotografo matrimonio Toscana, personalmente passerei meno tempo a contare quante volte compare la parola editoriale sul suo sito e più tempo a osservare se le fotografie sembrano vive, coerenti e attente a quello che succede.

Un portfolio contiene inevitabilmente una selezione delle immagini migliori, ma un fotografo deve saper osservare per otto o dieci ore, adattarsi a condizioni di luce completamente diverse, fotografare le dinamiche familiari, gestire un po’ di caos, creare dei ritratti senza far sparire gli sposi per l’intero pomeriggio e continuare a produrre immagini interessanti anche dopo il tramonto.

Cercate coerenza, ma non ripetizione.

Dovreste essere in grado di riconoscere lo sguardo del fotografo senza avere la sensazione che ogni coppia sia stata semplicemente inserita nello stesso modello.

Se per voi la fotografia documentaria è importante, osservate con attenzione anche le immagini in cui apparentemente non succede nulla di spettacolare. Una persona che aspetta da sola prima della cerimonia, due invitati che parlano durante la cena, una mano che cerca un’altra mano o qualcuno che ride ai margini della scena possono dire molto di più sul modo di lavorare di un fotografo rispetto all’ennesimo ritratto davanti alla villa.

E se cercate la pellicola, assicuratevi che il fotografo utilizzi davvero la pellicola durante i matrimoni invece di limitarsi a modificare i file digitali per farli sembrare analogici.

Nessuno dei due approcci è moralmente superiore.

Semplicemente non sono la stessa cosa.

Mathilde in abito da sposa con velo in pizzo e bouquet di calle negli interni affrescati di Villa Catignano, in Toscana.

Fotografare la Toscana senza trasformarla in una cartolina

Ho fotografato abbastanza in Toscana da sapere che la versione più famosa della regione — strade di cipressi, vigneti, ville e colline dorate — esiste davvero.

Quello che mi interessa maggiormente, però, è ciò che succede quando persone vere entrano in quel paesaggio e, per qualche ora, lo rendono proprio.

Un matrimonio lascia tracce.

Le giacche finiscono appese alle sedie. I bicchieri di vino si moltiplicano. Qualcuno si toglie le scarpe. La tavola perfettamente organizzata smette molto rapidamente di essere perfettamente organizzata. Le persone passano dalla tensione all’euforia e, se la serata procede come dovrebbe, prima o poi iniziano anche a ballare male.

Sono proprio questi cambiamenti che mi interessa fotografare.

Quando lavoro come fotografo di matrimonio in Toscana, che si tratti di un matrimonio intimo in Val d’Orcia, di una festa in villa vicino Siena o di un intero weekend in campagna, l’intenzione rimane abbastanza semplice: osservare attentamente, interferire il meno possibile e lasciare fotografie che non dimostrino semplicemente che vi siete sposati in Toscana, ma che restituiscano qualcosa di come ci si sentiva realmente quel giorno.

Sono basato a Roma e fotografo matrimoni ed elopement in tutta la Toscana e nel resto d’Italia, lavorando in digitale, su pellicola 35mm e, quando ha senso per il racconto, anche in medio formato.

Se state organizzando un matrimonio in Toscana e preferite il movimento, le interazioni vere e un po’ di bel disordine a trascorrere l’intero pomeriggio in posa, probabilmente ci capiremo.

Sposa in abito bianco davanti alla chiesa di San Biagio a Montepulciano, illuminata dal sole del pomeriggio.

Domande frequenti sulla fotografia di matrimonio in Toscana

Quanto tempo prima conviene prenotare un fotografo di matrimonio in Toscana?

Per i matrimoni durante l’alta stagione, soprattutto tra maggio e settembre, è generalmente una buona idea contattare il fotografo con circa 12–18 mesi di anticipo. I sabati più richiesti possono essere prenotati anche molto prima, mentre per matrimoni intimi, elopement e cerimonie infrasettimanali può esserci maggiore disponibilità anche con meno preavviso.

Se avete già una data e una location, vale comunque la pena scrivermi anche se il resto del matrimonio non è ancora completamente definito.

Fotografi i matrimoni in Toscana sia in digitale sia su pellicola?

Sì. Fotografo in digitale e posso includere anche 35mm e medio formato.

Il digitale mi permette di seguire con velocità e flessibilità tutta la giornata, mentre la pellicola aggiunge un ritmo, una texture e un modo di osservare differenti. Quando utilizzo entrambi, non considero le immagini analogiche come un piccolo servizio separato: fanno parte dello stesso racconto.

Il tuo stile è documentario o editoriale?

Il mio approccio è soprattutto documentario, spontaneo e basato sul reportage, anche se naturalmente realizzo dei ritratti quando hanno senso all’interno della giornata.

Non mi aspetto che una coppia sappia posare e non voglio trasformare il matrimonio in una sequenza continua di fotografie costruite. Durante i ritratti posso dare qualche indicazione sulla luce o sul movimento, ma per la maggior parte del tempo preferisco fotografare quello che succede realmente.

Ti sposti in tutta la Toscana?

Sì. Vivo a Roma e fotografo matrimoni ed elopement in tutta la Toscana, comprese Siena, Val d’Orcia, Firenze, Chianti, Montepulciano, Pienza e le campagne circostanti.

Ho fotografato sia piccoli matrimoni itineranti tra i paesi toscani sia interi weekend di matrimonio in villa, quindi il servizio può essere adattato a tipi di celebrazione molto diversi.

Quante ore di fotografia servono per un matrimonio in Toscana?

Dipende soprattutto dal programma della giornata.

Per un matrimonio tradizionale con preparativi, cerimonia, aperitivo, cena e festa, otto-dieci ore permettono generalmente di raccontare la giornata con calma senza dover guardare continuamente l’orologio.

Un matrimonio molto piccolo o un elopement può richiedere decisamente meno tempo. Prima di consigliare una copertura preferisco sempre guardare il programma reale invece di proporre automaticamente il pacchetto più lungo.

Serve un secondo fotografo?

Non sempre.

Fotografo da solo molti matrimoni, soprattutto quelli piccoli o più intimi. Un secondo fotografo può però essere molto utile quando ci sono molti invitati, quando i due partner si preparano in luoghi differenti o quando si desiderano contemporaneamente prospettive diverse della stessa parte della giornata.

Nei matrimoni più grandi permette inoltre di documentare meglio gli ospiti e tutte quelle piccole cose che succedono lontano dall’azione principale.

Cosa succede se piove?

La Toscana è famosa per il sole, ma ogni tanto decide di ignorare la propria campagna pubblicitaria.

La pioggia non significa che le fotografie smettano improvvisamente di funzionare. Ville storiche, porticati, strade, interni e cambiamenti atmosferici possono diventare parte del racconto.

Preferisco adattarmi alle condizioni reali piuttosto che cercare di ricreare a tutti i costi il programma previsto per una giornata di sole. Se il programma ha un po’ di flessibilità, possiamo spesso sfruttarla a nostro favore.

Mano della sposa con un acino d’uva davanti a una vigna durante un matrimonio in Val d’Orcia.

Come funziona?

Scrivetemi raccontandomi qualcosa del matrimonio che state organizzando. Possiamo poi fissare una call per conoscerci meglio, parlare del programma della giornata e capire quale tipo di copertura abbia più senso per voi.

Una volta concordati tutti i dettagli preparo il contratto. Per bloccare definitivamente la data richiedo il 50% dell’importo concordato, mentre il saldo viene versato il giorno del matrimonio.

Da quel momento il vostro lavoro è principalmente uno: godervi la giornata. Al resto, almeno per quanto riguarda le fotografie, penso io.

Avete ancora qualche domanda?

Ho raccolto nella mia pagina FAQ molte delle domande che ricevo più spesso sul mio modo di lavorare, sulla consegna delle fotografie e sull’organizzazione di un servizio di matrimonio.

Naturalmente potete anche scrivermi direttamente e raccontarmi quello che state organizzando.

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